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Gli obiettivi del progetto Mani
Tese sostenuto da Polyedra:
1)
Assistenza
scolastica a 1.000 bambini delle zone colpite dallo
Tsunami, in particolare provvedendo all’acquisto di quaderni,
divise e vestiti;
2) Supporto psicologico
speciale alle donne e ai bambini;
3)
Acquisto di indumenti per le donne;
4) Restauro
delle barche e
delle reti danneggiate dei pescatori;
5) Assistenza medica e
legale.
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Mani Tese
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Un dono speciale a “Mani Tese”
Natale 2005: Polyedra sostiene
Mani Tese nel progetto di solidarietà rivolto ai paesi del
Sud-Est Asiatico colpiti dallo Tsunami.
Non c’è prezzo per
un sorriso. Polyedra, per il quarto anno consecutivo, ha
deciso di rinnovare il suo impegno accanto
a Mani Tese, organismo non governativo che da oltre 40
anni è al servizio dei più deboli. La raccolta fondi di Mani
Tese è regolamentata da un codice di condotta basato su valori
di responsabilità etica. Per questa ragione riceve donazioni
solo da aziende che adottano comportamenti etici, sia in campo
ambientale che sociale.
«Di fronte alle ultime catastrofi naturali che hanno colpito
il Sud-Est Asiatico, lo scorso dicembre, non potevamo restare
indifferenti», spiega Laura Rossi Marketing Manager di
Polyedra. «Pertanto abbiamo deciso anche quest’anno di
contribuire al progetto di solidarietà promosso da Mani Tese.
Crediamo che anche un piccolo aiuto, se unito a quello di
tanti altri, possa diventare prezioso per costruire un mondo
migliore».
Per il 2005 la strenna di Natale di
Polyedra contribuirà a portare un nuovo sorriso alle
popolazioni meno fortunate
Tutti i clienti e i fornitori dell’azienda riceveranno una
lettera che ne testimonia l’impegno e invita a condividerne
l’obiettivo. Il progetto scelto quest’anno da Polyedra è
dedicato allo stato del Tamil Nadu, uno dei più colpiti
dal maremoto. L’acqua salata del mare, infatti, ha impregnato
il terreno per oltre 2 chilometri verso l’interno, rendendo
difficili le coltivazioni.
Secondo dati ufficiali, il numero stimato dei morti è di circa
13.000 persone. Sono circa 700.000 i pescatori che hanno perso
casa, barche, reti e tutti i servizi di cui potevano
necessitare nella loro vita quotidiana. I superstiti sono
stati concentrati provvisoriamente in circa 400 campi
profughi, dove, grazie agli aiuti umanitari, ricevono cibo,
acqua, vestiti e oggetti per l’igiene personale.
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